Statale 268 del Vesuvio: installare i new jersey nel tratto ad una sola corsia

SS 268-3

“Il problema della statale 268 del Vesuvio non si risolve chiudendo al traffico un’arteria importante per il territorio e considerata anche una via di fuga in caso di rischio di eruzione. Chi propone di chiuderla dice un’idiozia per non utilizzare termini più forti e coloriti”. Esordisce così il senatore Pietro Langella, che annuncia che a breve presenterà “un’interrogazione al Senato per sapere dall’Anas quali sono i motivi ostativi che non hanno portato fino a questo momento alla mancata messa in sicurezza, al completamento del raddoppio delle corsie ed al collegamento con l’A3 Napoli-Salerno della statale 268, nonostante i fondi siano stati già stanziati da un anno”.

A pochi giorni dall’incidente mortale che ha macchiato l’inizio 2014 della statale del Vesuvio, considerata una delle arterie più pericolose d’Italia, l’esponente politico di Boscoreale non tollera chi “vuole solo fare demagogia su questa vicenda” e suggerisce una soluzione “emergenziale” perché afferma “lo Stato deve garantire la sicurezza di tutti i cittadini e questo non avviene chiudendo un’arteria stradale” ed annuncia che nella sua interrogazione parlamentare chiederà “al Prefetto, massimo organo del Governo sul territorio, di potersi attivare con una procedura d’urgenza e prevedere al posizionamento dei new jersey, ovvero le barriere stradali in cemento, nel tratto di strada che oggi è ad una sola corsia” e dove si registra la maggior parte degli incidenti. In questo modo spiega il senatore “si eviterebbero sorpassi azzardati e invasioni di careggiata”.

Invasioni di careggiata che Langella non tollera nemmeno quando gli chiediamo un commento sulla nomina del neo coordinatore di Forza Italia, Domenico De Siano: “E’ un collega di partito, viaggiamo spesso insieme, ora per esempio è in aula mentre io sto parlando con lei al cellulare”, scherza il senatore boschese che poi torna serio è afferma: “De Siano è una persona che vanta un bagaglio d’esperienza, che viene dalla base ed ha dimostrato di avere consenso sul territorio. Quello che non ci piace è stato il metodo con il quale si è scelto il nuovo coordinatore e tutto il gossip che ci sta girando intorno. Ma la mia storia politica è stata sempre contrassegnata dalla coerenza e resto in Forza Italia, così come ho deciso quando il Pdl si è diviso di non accettare le offerte che provenivano da altri lidi”.

Anche quando ha cambiato partito in passato? “Ho cambiato partito sempre a bocce ferme e mettendomi in gioco in prima persona e con il sostegno di tanti amici che hanno premiato il mio lavoro sul territorio e che sta proseguendo anche nell’aula del Senato” – afferma Langella che ci tiene a precisare che il Movimento Popolare Campano “non ha certo esaurito la sua spinta propulsiva, anzi è più vivo che mai”.

Un “partito regionale” come lo definisce lo stesso Langella “che annovera ben 65 amministratori locali e provinciali” e che “potrebbe essere favorito dall’introduzione eventuale della legge elettorale che si ispira al sistema spagnolo che attraverso l’introduzione di circoscrizioni di tipo regionale, siamo stati precursori dei tempi”.